Regia: Matteo Gregotti
Costumi: Sara Leuzzi
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Con: Elisa Cavallo, Gabriele Di Grali, Tommaso Di Pietro, Arianna Ferrara, Matteo Sangalli, Steven Zarco
la condanna di lucullo - berthold brecht
Sinossi:
Un grande generale romano muore e a attenderlo, nell’aldilà , non c’è nessuno. Lo aspetta un processo e a giudicarlo gli ultimi, i figli ripudiati dell’umanità , i negletti, i derelitti, gli unici volti che abitano il regno delle ombre.  Un processo che ha un aspetto di rivolta, la rivolta contro la vita e le sue leggi perpetrata dai morti.Â
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Note di regia
La condanna di Lucullo debutta nel 1951 alla Deutsche Staatsoper di Berlino Est, con musiche di Paul Dessau e testo di Bertolt Brecht. L’opera nasce come rielaborazione scenica del radiodramma in versi Il processo di Lucullo, scritto da Brecht nel 1940.
L’adattamento teatrale prende avvio da due materiali principali: il copione del radiodramma e il libretto del 1951. Il testo si apre con il solenne corteo funebre di Lucullo, il grande generale romano, che viene condotto al suo monumento sepolcrale. A seguirlo, un enorme fregio trascinato dagli schiavi che riporta le sue imprese. La città è in fermento, le voci degli abitanti fanno da contrappunto al passaggio del feretro. Con l’arrivo al mausoleo i rumori si chetano e Lucullo discende nel regno delle ombre in attesa del suo processo. Il centro della drammaturgia è proprio qui, nell’aldilà . È qui che i criteri della vita vengono capovolti e si manifesta il cuore della poetica brechtiana.
Questa regia prende forma a partire da un’immagine: l’aldilà come un corridoio silente, vuoto e oscuro, abitato da ombre, in cui le anime, come nel Kur sumerico, permangono eternamente.
Per permettere alla dicotomia aldilà –aldiquà di funzionare, è stato necessario caratterizzare al meglio la prima parte dello spettacolo, l’introduzione, il mondo dei vivi. Non c’era interesse nel metterlo in scena per quello che è, per come lo conosciamo e lo viviamo, dal momento che i protagonisti della drammaturgia sono i morti. È in questa dimensione che, la forma originale dell’opera, è tornata ad esistere: se è la realtà sotterranea, quella dell’oltretomba, che si disvela e prende corpo, allora, dovrà essere quella terrena ad essere evocata.
Dal funerale di Lucullo fino alla discesa negli inferi, gli spettatori saggeranno il loro mondo, non più attraverso la vista ma — restituendo senso al radiodramma — attraverso l’udito. Il corteo funebre, il tumulto delle moltitudini della cittadinanza e la ripresa della normale vita cittadina prenderanno forma in scena attraverso una vasta rete di rumori, contribuendo a costruire una ricca drammaturgia sonora.
Al processo, presieduto da ombre di derelitti in vita, saranno chiamati a testimoniare dallo stesso generale i personaggi effigiati sul suo fregio del trionfo, che appariranno, risvegliati dalla pietra, per raccontare le loro tragiche vite e apriranno un varco ai suoni dell’aldiquà .
Ombre e sconfitti si uniranno infine in un unico coro: una rivolta contro l’intera umanità .
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